mercoledì 31 marzo 2010

Tutti Pantani



Come ogni anno, appena arriva uno scorcio di primavera, li vedi sbucare fuori come i funghi.
Nelle loro belle tutine attillate, in massa, senza il ben che minimo rispetto delle regole “stradali”.
Si sono proprio loro i “ciclisti”.
Si sentono tutti Pantani e nella loro “invulnerabilità” di gruppo fanno ciò che vogliono.
Non sono “mai” in fila, ma li trovi uno a fianco all’altro fino alla completa occupazione della corsia.
Se per caso un automobilista cerca di superarli rischiando un frontale con la macchina che viene in senso contrario (dovendo forzatamente andare nella corsia opposta per sorpassarli) ti insultano, fischiano, e ti danno del pirata della strada.
Se poi si ha la malaugurata idea di suonargli per chiedergli spazio, è finita.
Se potessero menerebbero il malcapitato automobilista.


GianVi

sabato 27 marzo 2010

Babbo Natale non esiste



Dimostrazione

1) Non esistono specie conosciute di renne in grado di volare.
TUTTAVIA , esistono 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare.
E visto che per la maggior parte sono insetti e germi, questo non corrisponde COMPLETAMENTE alle renne volanti che solo Babbo Natale ha visto.

2) Ci sono 2 miliardi di bambini (perlomeno minorenni) nel mondo.
TUTTAVIA, poiché pare che Babbo Natale non abbia a che fare con i bambini di
religione Islamica, Hindi, Ebraica e Buddista, il suo lavoro si rivolge solo al 15% del totale, 378 milioni, stando al Population Reference Bureau.
Se si contano in media 3,5 bambini per famiglia, allora si hanno 91,8 milioni di case e si presume che in ognuna ci sia almeno un bambino buono.

3) Babbo Natale ha 31 ore per lavorare per la differenza di fusi orari e per la rotazione della terra, supponendo che egli viaggi da est ad ovest (il che appare logico...).
Quindi consegue che egli compie 822,6 visite al secondo. Cioè, per ogni famiglia Cristiana fornita di bambini buoni, Babbo Natale ha un millisecondo (1/1000 secondi) per posteggiare la slitta, saltarne fuori, scendere per il camino, riempire le calze, distribuire i rimanenti regali sotto l'albero, mangiare i dolciumi offerti dai bambini, ritornare su per il camino, risaltare sulla slitta e muoversi alla casa successiva.

Supponendo, ora, che queste fermate siano equamente distribuite sulla Terra (anche se questo è falso, lo prendiamo per vero per gli scopi dei nostri calcoli..), stiamo parlando di 1,3 Km di distanza tra una casa e l'altra, e ,dunque, di un viaggio totale di 120 milioni di Km, senza contare le soste che chiunque dovrebbe fare almeno una volta in 31 ore, più i pasti.
Ciò significa che la slitta di Babbo Natale si muove a 1024 Km al secondo, cioè 3000 volte la velocità del suono (circa 340 m/s).Per fare un confronto, il veicolo più veloce del mondo del mondo, l'Ulisse Space Probe, si muove a 44 km al secondo una renna "quadratica media" può correre alla velocità massima di 24 Km all'ora.

4) Ma parliamo ora di alcuni particolari interessanti riguardanti la slitta. Supponendo che ciascun bambino ottenga né più né meno di un Lego set di peso medio di 1 kg, la slitta trasporta 321,300 tonnellate, senza contare Babbo Natale, che di solito è sovrappeso.
A terra la solita renna quadratica media non può spingere più di 150 kg anche concedendo che una renna volante (vedi punto 1) possa spingere 10 volte tanto, non possiamo comunque farcela con 8 o 9 renne. Ce ne servono 214,200!
E questo fa salire il peso “senza contare la slitta” a 353,430 tonnellate e cioè,
per paragone, a 4 volte il peso di Queen Elizabeth.

5) 353,000 tonnellate, che viaggiano in aria alla velocità di 1024 km al secondo, sono sottoposte ad una enorme resistenza. Questo scalderebbe le renne nello stesso modo in cui si scaldano gli Space Crafts rientrando nell' atmosfera terrestre. La coppia conduttrice di renne assorbirebbe 14,3 QUINTILIONI di joule di energia!! al secondo!!! ciascuna!!!! in breve, le renne brucerebbero istantaneamente, facendo passare avanti le renne dietro e rompendo il muro del suono.
L'intero team di renne si vaporizzerebbe in 4.26 centesimi di secondo!
Babbo Natale, comunque, sarebbe soggetto a forze centrifughe 17.500,06 volte più grandi della gravità.
Un Babbo Natale da 125 kg sarebbe trascinato verso il fondo della slitta da una forza di 21 milioni di Newton.


CONCLUSIONE:

Se Babbo Natale ha consegnato regali durante la notte di
Natale, ora è morto.
GianVi

mercoledì 17 marzo 2010

Sanità Italiana, una normale routine



Dopo il mio intervento di poche settimane fa relativamente alla sanità Riminese, torno a parlare di questo argomento scottante poiché mi ha toccato ancora più da vicino avendo mio babbo tutt’ora in ospedale.
Lunedì sera mio babbo si è sentito male, non riusciva più a parlare correttamente, farfugliava con la bocca tutta impastata.
L’ho portato al pronto soccorso di Rimini (Ospedale Infermi) dove arriviamo alle 10,30 di sera. Il pronto soccorso era “casualmente” pieno.

Una volta presentati e spiegato il problema, oltre ad avvisare l’infermiere che mio babbo aveva subito un po’ di anni fa un intervento a cuore aperto, e quindi persona a rischio, gli viene diagnosticato all’accettazione un probabile Ictus.
Un po’ preoccupato adagio mio babbo su una barella e veniamo fatti accomodare in sala d’attesa.
Dopo 2 ore di permanenza chiedo novità in merito a quando sarebbe potuto essere visitato, vista la situazione prospettataci non proprio delle più rosee.
Ma con nostro stupore veniamo informati che ci era stato assegnato un codice di entrata verde.
Avevamo 18 persone prima di noi.
Alle 02,30 finalmente ci chiamano.
Gli viene fatto un esame del sangue, veniamo messi al corrente che i riultati si sarebbero saputi alle 04,30 e ci avvisano che il mattino dalle 08,00 in poi gli avrebbero fatto la TAC.

Poiché non avevano letti disponibili in tutto l’ospedale, avendo avuto quel giorno 273 accessi al pronto soccorso, lasciano mio babbo in una stanza dove tengono dei macchinari, assieme ad altre persone, tutte ammassate ovunque ci fosse del posto disponibile, sembrava di essere al pronto soccorso di un campo militare durante una guerra.
Una vera tragedia.

La mattina alle 09,00 viene portato a fare la TAC, successivamente lo trasportano in Neurologia, ma viene riportato in pronto soccorso, per la mancanza del letto.
Attendiamo sino alle 17,00 senza mangiare dalla notte prima, quando finalmente gli trovano un letto, in un reparto d’emergenza dove vengono tenuti uomini e donne misti, divisi solo da un separé e con diversi tipi di patologie.
Il risultato della TAC conferma un Ischemia celebrale.

A ben notare la malasanità non è solo al sud ma è arrivata anche da noi.
Non penso sia stato molto giusto lasciare mio babbo senza cure tutte quelle ore, infatti entro poche ore dovrà fare un’ulteriore TAC per verificare il danno celebrale subito.
Le prime vere cure (flebo) gli sono state prestate dopo 19 ore.

Se in tutto questo tempo è peggiorato per la mancanza di cure nell’immediato?
Ho fatto questa ed altre domande al dottore, ma si è limitato a dirmi che c’era molta gente e all’accettazione del pronto soccorso fanno fatica e ho capito che la parole “se” non viene contemplata sino a danno procurato.
Forse avrei dovuto dare una coltellata a mio babbo, magari vedendo del sangue sarebbe entrato subito.

Da circa 2 anni stanno costruendo la nuova parte dell’ospedale, magari Rimini farà bella figura di se sfoggiando una megacostruzione del genere, forse servirà ad avere più letti, ma se la qualità del pronto soccorso rimane questa, stanno costruendo solo dei “sepolcri imbiancati” (Matteo 23:27).

GianVi

giovedì 11 marzo 2010

Casa mia, casa loro


Ogni giorno si sentono tante storie sulle case in affitto, io voglio raccontarvi l’esperienza di un caro amico per darvi un'altra “visione” della cosa.
Un mio caro amico, ha affittato un suo appartamento, ad una famiglia di marocchini, padre, madre e 2 figli.

Si sono presentati con tanto di fideiussione finanziaria a garanzia.
Dopo i prime mesi di normale adempimento dei canoni mensili di affitto, la famiglia marocchina non ha più pagato, trovando molteplici scuse, per un totale di circa 10.000,00€, di canoni mensili non pagati.
Il mio amico ha contattato un bravo avvocato e ha cominciato le pratiche dello sfratto.
Preciso che alcune persone, non seguendo la via ordinaria, a fronte di una richiesta soldi per abbandonare l’immobile, spesso accettano il “ricatto”.

Nel frattempo l’azienda finanziaria che aveva fatto la fideiussione è scomparsa, e quindi niente soldi.
Ora è passato più di un anno, e siamo arrivati all’esecuzione dello sfratto riuscendo a “cacciare” gli inquilini, intrusi, abusivi.
Questi individui sono rimasti più di 2 anni, GRATUITAMENTE in una casa che non era la loro provocando una perdita di denaro e uno stress pazzesco al proprietario, che intanto doveva continuare a pagare le tasse poiché per l’ufficio delle entrate lui i soldi dell’affitto, continuava a prenderli, continuando ogni giorno a vedere queste persone fare quello che volevano nella sua casa mentre lui impotente non poteva fare altro che aspettare.

Già, aspettare, la burocrazia Italiana è veramente “disarmante”, ma in questo caso associata agli assistenti sociali è arrivata a cose inverosimili.
Si è presentata un’assistente sociale che voleva fare di tutto per far si che il mio amico li tenesse in casa, poiché avrebbe dovuto capire la loro situazione di disagio. E ora finalmente dopo lo sfratto gli stessi assistenti, gli hanno trovato una casa SEMIGRATIS.

Io non so più cosa pensare.
Mi sento male dal nervoso.
Se provo a parlare con alcune persone di questa storia mi sento rispondere “ma noi i soldi li abbiamo loro non hanno niente è giusto che gli si dia una casa dove stare poverini”. Ma stiamo scherzando o cosa!!!!
Oltre a questa ennesima ingiustizia nei confronti dei cittadini Italiani che come me LAVORANO e PAGANO LE TASSE, mi sono chiesto: ma il mio amico può fare arrestare quegli individui che gli hanno RUBATO 10.000,00€ non pagando l’affitto?
La risposta è no.

Si può solamente sperare che comincino a lavorare in regola, scoprire dove, e fare il pignoramento di 1/5 dello stipendio sino alla completa estinzione della somma.
Praticamente impossibile.
Perché allora se vado a rubare 10.000,00€ da qualsiasi negozio, banca ecc… IO vengo arrestato?
Uno dei tanti inspiegabili misteri Italiani, che mi fa inc*****e in una maniera incredibile.
Quindi state molto attenti e pensateci più volte prima di affittare casa.
Oppure vendete tutto quello che avete e state tranquilli che una casa semigratuita la troveranno anche per voi.

GianVi

sabato 6 marzo 2010

Operazioni in sala d’attesa

La settimana scorsa mi cognato si è operato all’ospedale di S. Arcangelo di Romagna (Rimini), che ricordo fa sempre parte della struttura ospedaliera dell’Infermi di Rimini.
Poiché era solo ho deciso di fargli una sorpresa per dargli un po’ di sostegno.
Arrivato all’ospedale e non trovando nessuno a cui chiedere dove fosse la camera, mi sono messo a guardare tutte le stanze per trovare dove fosse.

Non riuscendolo a trovarlo in nessuna camera, gli ho fatto una telefonata al cellulare, mi risponde e mi avvisa che poiché non c’erano camere libere, era ancora in sala d’attesa.
Lo raggiungo e stupito cominciamo a parlare.
Logicamente era felice di vedermi sia per l’amicizia che ci lega, ma anche per il fatto che se fosse dovuto entrare non avrebbe saputo a chi lasciare la borsa e gli effetti personali, non avendo una camera ed un armadietto.

Dopo circa 2 ore arriva un infermiera e lo chiama, gli dice di togliere eventuali anelli e collane d’oro poiché le ruberebbero, e di entrare in sala operatoria…
Ci siamo guardati un po’ perplessi, mio cognato mi ha dato la fede, la borsa e poi è andato via.
In uno sgabuzzino lo hanno fatto cambiare e successivamente stendere in sala operatoria per l’operazione.
Ora io mi chiedo se una cosa del genere sia normale.

Ma la preparazione pre-intervento non esiste più, o era quel giorno che per mancanza di letti (occupati) è andata così?
Se io non fossi andato a trovarlo, i suoi effetti personali a chi li avrebbe lasciati?
Sarebbero rimasti li in sala d’attesa alla mercè di tutti.
Il bello è che le altre 11 persone in sala d’attesa aspettavano anche loro di essere operate.
Tutti nelle medesime condizioni.
Una vera indecenza.


Sicuramente non è un caso di malasanità ma può trattarsi di un inizio. Concentrare molte persone lo stesso giorno per delle operazioni come se fossero animali che vanno al macello non lo trovo molto professionale, ne qualificante, soprattutto se si arriva a queste condizioni. Il vero finale di questa lettera non posso scriverlo altrimenti mi denuncerebbero.

GianVi